Lettera d'amore alla pioggia di Bergamo

1 μήν. πριν

C'è chi la pioggia la odia. Chi parcheggia, chi aspetta, chi guarda il cielo con disgusto e dice "oggi no". Io no. Io prendo il Tuono V4, tiro su la zip della giacca fino al mento, e esco. Perché Bergamo sotto la pioggia è un'altra città - i sampietrini brillano come vetro, le luci dei lampioni si sdoppiano nelle pozzanghere, e il rumore dell'acqua sul casco è una colonna sonora che nessun Bluetooth potrà mai battere.

Il V4 sotto la pioggia cambia carattere. Diventa morbido, quasi gentile. Il traction control lavora in silenzio, l'elettronica fa il suo mestiere, e tu impari a fidarti. Prima curva bagnata, seconda, terza - e a un certo punto smetti di pensarci. Il grip c'è. La moto lo sa. Tu lo senti nelle mani, nel sedere, in quel sesto senso che sviluppi dopo anni di asfalto umido.

Ieri sera sono uscito alle otto con un temporale in arrivo da ovest. Ho fatto il giro delle mura venete, poi giù per Città Bassa fino a Colognola e ritorno. Venti chilometri, forse trenta. Sono tornato fradicio, con le scarpe che facevano quel rumore squelch ad ogni passo. Ma sorridevo. Perché guidare sotto la pioggia è un atto d'amore verso la moto, verso la strada, verso quella parte di te che rifiuta di stare comoda.

📅 29 May 2026 👁 13 💬 0 👍 0

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